Le storie

piano in Orto


RENZO PIANO

L’architetto italiano più famoso del mondo sa quanto conti studiare, mettersi in gioco e imparare a lavorare affrontando quotidianamente situazioni critiche. È proprio per questo che ha deciso di contribuire in maniera concreta con una donazione di circa 20 mila euro a favore di giovani ingegneri protagonisti del G124, il programma pluriennale che coinvolge anche l’Ateneo patavino. Renzo Piano ha preso la straordinaria decisione di utilizzare la sua indennità da Senatore a vita e donarla a sostegno dei giovani laureati che contribuiranno con le loro conoscenze e il loro operato allo sviluppo di un progetto di rigenerazione delle periferie padovane. Piano chiede ai giovani di essere “come gocce d’olio nel mare”, capaci cioè di creare tensione e di essere contagiosi ed “inquinanti” nel senso buono del temine, siamo certi che gli studenti dell’Università di Padova saranno all’altezza delle aspettative.

La donazione di Renzo Piano è un gesto di fiducia verso i nostri studenti e di lungimiranza nel futuro


ARCHIVIO ANTICO

L’Archivio Antico del Bo si è fatto bello. Tutto questo grazie ai Rotary Club della provincia di Padova che lo hanno “adottato”. I Rotary Club Padova, Padova Euganea, Padova Est, Padova Nord, Padova Contarini, Albano Montegrotto, Camposampiero, Cittadella, Cittadella Alta padovana ed Este hanno deciso di donare all’Università di Padova l’intervento di salvaguardia sulla libreria realizzata tra il 1698 e 1704 dall’artista fiammingo Michele Bertens per l’abbazia di Santa Giustina che oggi rappresenta l’Archivio Antico. Si tratta di una vera e propria opera d’arte: lo stesso artista portò direttamente da Anversa alcuni legni preziosi quali la quercia di Norvegia e il palissandro, commercializzato allora dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali.

Un grazie speciale ai Rotary della provincia per questo restauro che si posiziona come primo intervento per celebrare gli 800 anni.

 

PARCO BOLASCO

Un luogo nascosto quanto immenso quello di Villa Revedin Bolasco a Castelfranco Veneto, con i suoi 8,5 ettari di parco all'inglese. Non sono una villa, un lago e una cavallerizza ma un vero e proprio giardino storico quello che Renata Mazza, la vedova Bolasco, nel 1967 ha donato facendo un lascito testamentario all'Università di Padova.

La villa Revedin, poi Rinaldi, quindi Bolasco Piccinelli fu fatta erigere dal conte Francesco Revedin (1811-1869) fra il 1852 e il 1865 sull’area in precedenza occupata dal Paradiso, un complesso di due ville gemelle settecentesche e di un vasto giardino all’italiana ornato da statue opera di Orazio Marinali (1644-1720).

Il parco di Villa Revedin-Bolasco, oggi è stato restaurato grazie all’Ateneo, è tra i più affascinanti giardini romantici del Veneto ed è stato nominato nel 2018 “parco più bello d’Italia”.

Questo lascito è un esempio di scelta d’amore che l’arte e la natura non dimenticheranno mai.

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