Cultura

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Consigli di letture estive: Illetterati/Scacchi

14 agosto 2017

Prosegue la nostra rubrica con i consigli dei professori su quali libri portarsi da leggere in vacanza. Dopo Pievani, Bettiol e Tonello sono Luca Illetterati e Anna Scacchi a spiegarci cosa leggono durante le loro ferie.

Cosa leggerà in vacanza quest’estate? Ci dice almeno tre libri che metterà in valigia?

Illetterati: in vacanza mi piace cercare di recuperare: riempire buchi, coprire falle, dare continuità a percorsi interrotti, rimettere in ordine itinerari di lettura magari scomposti. Per questo ho portato in vacanze quest'anno oltre all'ultimo libro pubblicato in Italia da Emmanuel Carrère (Propizio è avere ove recarsi, Adelphi) anche uno dei pochi suoi libri che non avevo letto (La vita come un romanzo russo, Einaudi). I libri di Carrère si chiamano uno con l'altro ed è bello ritrovare in un libro un altro libro. Insieme a Carrère ho approfittato dell'edizione nella Piccola Biblioteca Adelphi di Seeland, di Robert Walser, una raccolta di racconti, per rileggere quello che a me sembra uno dei testi brevi più straordinari della letteratura del XX secolo e cioè La passeggiata. Gli altri testi della raccolta sono anch'essi notevolissimi. Ho poi ripreso un altro piccolo testo che avevo lasciato sospeso molti anni fa e che ora è risaltato fuori: Infelicità senza desideri di Peter Handke (Garzanti).

Scacchi:  Faccio parte della giuria del premio “The Bridge”, quindi dovrò fare i compiti e finire di leggere tre dei cinque romanzi selezionati, tutti usciti nel 2016 (Jennifer Haigh, Heat & Light; Anuk Arudpragasam, The Story of a Brief Marriage; Fanny Howe, The Needle's Eye). Ma spero anche di riuscire a leggere il memoir di Rachel Dolezal, divenuta un caso molto discusso un paio di anni fa per aver "falsificato" la propria identità facendosi passare per afroamericana (In Full Color: Finding My Place in a Black and White World), e il saggio sulla memoria della guerra del Vietnam pubblicato dall'acclamato autore di The Sympathizer, Viet Thanh Nguyen (Nothing Ever Dies: Vietnam and the Memory of War), che è una sorta di companion al romanzo. 

Quali libri si sentirebbe di suggerire tra quelli che ha già letto? Ci sono dei ricordi collegati ad essi?

Iletterati: di Emmanuel Carrère mi sento di suggerire tutto. Io ho amato molto Il Regno, Limonov, ma forse più di tutti L'avversario.

Vorrei poi suggerire un libro a mio parere straordinario che è fin dal titolo l'esatto contrario della vacanza e che pure è adatto ai tempi lunghi concessi dalla vacanza: Works di Vitaliano Trevisan.

Tutte le persone a cui ho consigliato La vita felice di Elena Varvello mi hanno ringraziato. Se ci si vuole concedere il lusso di un classico, approfitterei delle nuove traduzioni italiane di Thomas Mann del bravissimo Luca Crescenzi proposte nei Meridiani Mondadori: La montagna magica (titolo che sostituisce il precedente La montagna incantata) e il Doctor Faustus. Non si tratta solo di nuove, eccellenti traduzioni, ma di edizioni che contengono introduzioni e apparati curati da uno dei maggiori e più raffinati germanisti oggi in circolazione.

Scacchi: mi ha molto divertito La più amata di Teresa Ciabatti, che è ambientata tra due luoghi che amo, la Maremma e Roma. Dopo un'iniziale antipatia per Matteo Nucci, con È giusto obbedire alla notte (mi sembrava il tipico romanzo di intellettuale maschio quarantenne che deve dimostrare la sua bravura), sono stata totalmente catturata dalla reticenza a dare al lettore la storia, dalla Roma fluviale e saturnina che descrive. Mi sembra essenziale, per i tempi in cui viviamo, leggere The Sympathizer (Il simpatizzante), uno sguardo lucido e ironico sulla conflittualità delle politiche identitarie e sulle rappresentazioni delle guerre e della figura del rifugiato. Altrettanto importanti mi sembrano Paul Beatty, Lo schiavista, e Ta-Nehisi Coates, Tra me e il mondo. Molto bello, di Jacqueline Woodson, Figlie di Brooklyn, appena uscito per la collana Rive Gauche delle edizioni Clichy, che ha pubblicato anche il memory di Nadja Spiegelmann (figlia di Art). 

Quali sono i generi e i supporti che di solito preferisce per la lettura? Dove legge di solito?

Illetterati: leggo di solito su carta. Uso i lettori digitali solo quando mi sposto in luoghi dove è difficile portarsi i libri. Sulla carta la mia attenzione funziona meglio. Soprattutto, sulla carta ho una memoria fisica delle parole e delle frasi che non riesco a ritrovare sui supporti. Nella carta mi muovo geograficamente come su una mappa. Sul testo, così come mi appare nel lettore, non riesco.

Scacchi: carta, carta, non riesco a passare al Kindle anche se sarebbe molto più comodo per leggere al sole.